Bana Alabed, una bambina sotto le bombe
Internet ci rende consapevoli del vero volto della guerra e di cosa fa vivere ai bambini
Immagina una bambina di sette anni. Serena, allegra, che gioca con le bambole, ride, scherza, fa i capricci per un dolce, va a scuola, legge un libro, guarda un film, gioca in cortile...
Bana Alabed non fa niente di tutto questo. Non può andare a scuola perché è troppo pericoloso e per lo stesso motivo non può uscire e giocare con gli amichetti. Non può fare i capricci per un dolce perché c'è pochissimo cibo ed è già tanto poter mangiare ogni giorno, non può guardare film perché non c'è la corrente elettrica. E non può dormire serena perché sulla sua città cadono bombe. Bana Alabed vive ad Aleppo, in Siria, una città al centro di un conflitto da molti anni.
Non diremo chi combatte chi, chi ha torto e chi no. Qui vogliamo parlare di
Bana e di tutti i bambini che rappresenta. Bana è diventata famosa perché
da settembre 2016 lei e la madre raccontano la loro vita quotidiana sul social
network Twitter. Con brevi messaggi, immagini e alcuni video, hanno fatto
scoprire al mondo la realtà dietro le notizie date dai TG: "10 civili morti
in Siria", "20 bambini feriti", "bombardato l'ospedale pediatrico".
Sono solo parole che i TG riportano quasi di sfuggita, abituati ormai a dare brutte notizie.
Poi ci sono gli appelli del Papa o di altri leader religiosi, ma dopo la
sigla finale del telegiornale, tutto viene dimenticato.
Bana Alabed ha ricordato che non è così. E' entrata nelle vite dell'occidente abituato alla pace e ha mostrato il volto di una bimba affacciata alla finestra mentre osserva le bombe cadere sulla propria città, come accadeva ai nostri nonni o bisnonni durante la seconda guerra mondiale. Ci ha mostrato bambini uccisi e il suo sguardo disperato quando la sua casa è stata ridotta in macerie durante un bombardamento e lei ha rischiato di morire.
C'era chi diceva che quello di Bana non fosse un "profilo" vero o che si trattasse di propaganda di una delle parti in conflitto. Quando abbiamo scritto questo articolo era impossibile saperlo con certezza.
Tuttavia le bombe nei suoi video erano e sono vere, come lo è
la tragedia delle migliaia di civili, fra cui tantissimi bambini,
intrappolati in zone di guerra che lei rappresenta agli occhi del
mondo.
E le crede una persona famosa: J.K. Rowling, l'autrice di Harry Potter, che
ha regalato a Bana i propri libri in forma elettronica facendo la gioia
della piccola.
A dicembre 2016 i dubbi si sono sciolti quando Bana e la sua famiglia sono stati evacuati da Aleppo assieme a molti altri civili. La piccola ora si trova in una località sicura ma spera un giorno di tornare nella sua città e intanto è testimone di pace nel mondo assieme alla madre e ai fratelli.
Cosa puoi fare?
Prega per tutti i bambini in zone di guerra se sei credente, altrimenti pensali.
Anche se Bana è salva, in tanti stanno vivendo i suoi stessi incubi!
Non ascoltare chi vorrebbe respingere i profughi. Sono persone che scappano dalla guerra, la stessa che ha terrorizzato gli occhietti di Bana Alabed.
Se puoi, a Natale dona qualche soldino a una delle associazioni impegnate a difendere i bambini nelle zone di guerra.
Dedica
Tutto lo staff del sito, nei modi più vicini alle singole sensibilità o convinzioni religiose, si unisce nella speranza che la piccola Bana Alabed abbia un domani sereno e come lei tutti i bambini in aree di guerra. Vi vogliamo bene, piccoli angeli!
Nota: le persone più sensibili e i bambini
più piccoli non devono guardare le foto del profilo di Bana per alcune
immagini molto forti della terribile realtà della guerra. Lasciamo ai
grandi il peso di immaginare il dolore di una settenne che cresce vedendo
certe scene tremende.
Pubblichiamo la foto tratta dal profilo perché Bana è un
personaggio pubblico.